Entroterra
DELLA RIVIERA DEI FIORI
Tra il mare e le Alpi Liguri, il territorio della Riviera dei Fiori è suddiviso in vallate dense di storia per la posizione di confine di questo territorio e per le vie di comunicazione verso il nord attraverso le quali viaggiavano importanti merci, come il sale. Le popolazioni per proteggersi dagli attacchi di saraceni e pirati non vivevano sul mare, ma in storici borghi medievali dell’entroterra, spesso sul colle di un monte, nascosti dietro ampie curve, con case una sull’altra e strette strade in salita.
È un’emozione visitare questi paesi, camminare per questi tipici vicoli, i cosiddetti carruggi, che si intrecciano rincorrendosi l’un l’altro e creano un’atmosfera tipicamente ligure.
Ogni vallata ha le sue caratteristiche peculiari, ma tutte insieme dimostrano il grande patrimonio che la Riviera di ponente ha da offrire ai suoi ospiti, fatto di paesaggi ricchi di storia, cultura e natura.
Nel Golfo Dianese troviamo un ambiente caratterizzato da un rapporto privilegiato con l’ambiente marino, che ha una notevole influenza non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche storico, gastronomico e culturale. Qui si susseguono terrazze di ulivi e la profumata e varia vegetazione mediterranea. Il clima, come in tutto l’estremo ponente, è molto mite. Tra i borghi di maggiore interesse spicca il comune di Diano Castello, antico centro feudale risalente all’anno mille, appartenuto storicamente al comitato di Albenga ed in seguito ai marchesi di Clavesana, oggi patria del Vermentino ligure che viene ricordato ogni anno, a metà luglio, con l’omonimo Premio.
Proseguendo verso ponente, la Valle Impero, nell’entroterra di Imperia Oneglia, antica via di collegamento con il vicino Piemonte, è un susseguirsi di uliveti, vigneti, muri a secco ed orti, testimoni della tradizione contadina. I quattro comuni di questa valle (Pontedassio, Lucinasco, Borgomaro e Chiusavecchia) sono borghi con larghi panorami su un verde continuo. La strada statale collega Imperia con il Colle di Nava e porta ad un importante centro come quello di Pieve di Teco nella valle Arroscia. Qui hanno sede tra i più celebri punti di interesse della valle: il Teatro Salvini, una piccola bomboniera risalente al 1800 noto come il teatro più piccolo del mondo, il museo diocesano d’arte sacra dell’alta valle Arroscia (ospite della chiesa sconsacrata Madonna delle Ripa) ed il museo delle Maschere di Ubaga.
La Valle Arroscia è una valle che ha la forma di un sorriso, una meta turistica di rara bellezza, con il classico ambiente della vera “montagna”: distese di prati inondati dal sole ed i cinquecento ettari di bosco di Rezzo, la più grande faggeta della Liguria con alberi maestosi e secolari, che rendono la sua visita emotivamente magica.
L’entroterra di Imperia Porto Maurizio prende il nome di val Prino, conosciuta come la Val d’Oro per l’abbondanza di olivi e la ricca produzione di olio. Con i comuni di Dolcedo, Molini Prelà, Valloria e le sue 142 porte dipinte, Lecchiorre ed i famosi laghetti, Villatalla e Bellissimi detto anche “U Paise di balui”, il paese delle mongolfiere per l’evento estivo annualmente organizzato e dedicato a questi grandi aeromobili è una valle ricca di sfaccettature. Gli ulivi sono ovunque, immersi nella vegetazione mediterranea o coltivati sulle terrazze, vere e proprie foreste color verde-argento con un profumo di olio inebriante ed indimenticabile.
L’olio in queste zone viene prodotto con i metodi antichi, che è possibile scoprire visitando uno dei frantoi artigianali che costellano le vallate.
Tra Imperia e Taggia nell’immediato entroterra, ecco Civezza, Pietrabruna, Costarainera, Lingueglietta e Cipressa, con bellissime chiese romaniche e barocche. Immersi negli ulivi in un paesaggio dolce, questi borghi sono situati a mezza costa.
A questa loro posizione in passato si devono probabilmente i continui saccheggi dei pirati saraceni, come testimoniano le ancora presenti torri di avvistamento. Gli appassionati di ciclismo conoscono il nome di Costarainera e Cipressa per la famosa salita, ogni anno percorsa dai campioni della gara ciclistica Milano-Sanremo, custode di emozioni sempre importanti.
Tra Imperia e Taggia nell’immediato entroterra, ecco Civezza, Pietrabruna, Costarainera, Lingueglietta e Cipressa, con bellissime chiese romaniche e barocche. Immersi negli ulivi in un paesaggio dolce, questi borghi sono situati a mezza costa.
A questa loro posizione in passato si devono probabilmente i continui saccheggi dei pirati saraceni, come testimoniano le ancora presenti torri di avvistamento. Gli appassionati di ciclismo conoscono il nome di Costarainera e Cipressa per la famosa salita, ogni anno percorsa dai campioni della gara ciclistica Milano-Sanremo, custode di emozioni sempre importanti.
Taggia e la valle Argentina sono la patria dell’oliva Taggiasca DOP e dell’olio già menzionato più volte. In valle Argentina ogni paese vale una sosta: Taggia, oltre che per la taggiasca, è ricca di conventi, chiese, palazzi medievali e rinascimentali; Badalucco, bandiera arancione del Touring Club, rinomata per il suo olio, i suoi murales e per la sagra dello stoccafisso di metà settembre; Montalto con i portali in ardesia; Carpasio ed il museo della Resistenza; Triora, altro magnifico borgo medievale riconosciuto tra i più belli d’Italia, famoso per i misfatti perpetrati dall’Inquisizione contro alcune donne accusate di stregoneria, storie da approfondire al locale Museo Etnografico e della Stregoneria; infine, Realdo e Verdeggia, sotto il Monte Saccarello, due paesi alpini di una bellezza unica e incontaminata.
Poco più a levante nell’entroterra di Sanremo, le rovine di Bussana vecchia, distrutta dal terremoto del 1887, sono oggi custodi di preziosi atelier di artisti del luogo ed internazionali: un posto unico nel suo genere, in grado di sbalzare il visitatore indietro nel tempo.
Ceriana risale invece all’epoca dell’Impero Romano, con tradizioni, usi e costumi tramandati fino ad oggi come gli antichissimi canti, noti agli etnomusicologi di tutto il mondo, che si possono udire tra le vie del paese durante la Settimana Santa.
Ceriana è il paese delle Confraternite, che ogni anno rievocano ritualità di devozione religiosa tra sacro e profano.
Poco più a levante nell’entroterra di Sanremo, le rovine di Bussana vecchia, distrutta dal terremoto del 1887, sono oggi custodi di preziosi atelier di artisti del luogo ed internazionali: un posto unico nel suo genere, in grado di sbalzare il visitatore indietro nel tempo. Ceriana risale invece all’epoca dell’Impero Romano, con tradizioni, usi e costumi tramandati fino ad oggi come gli antichissimi canti, noti agli etnomusicologi di tutto il mondo, che si possono udire tra le vie del paese durante la Settimana Santa. Ceriana è il paese delle Confraternite, che ogni anno rievocano ritualità di devozione religiosa tra sacro e profano.
Baiardo è un antico insediamento celtico. Qui la festa del Re Barca, ricordata anche da Italo Calvino nei suoi scritti, perdura dall’epoca medievale e si svolge tuttora in occasione della Pentecoste con danze e canti propiziatori.
Da Sanremo in poi, l’entroterra è particolarmente dedicato non più alla produzione di olio, anche se ancora presente, ma alla coltivazione del fiore e del verde ornamentale. In particolare, vengono prodotti garofani, rose, ranuncoli, mimosa, ginestra e ruscus, motivo che ha portato la città matuziana ad essere considerata il centro della produzione italiana del fiore, quella città dei Fiori che ha dato poi il nome a tutto il territorio della Riviera dei Fiori. Sono innumerevoli i terrazzamenti con serre, visibili anche dall’autostrada.
Alle spalle di Sanremo, Coldirodi con la Pinacoteca Rambaldi di Villa Luca ed il bel parco di San Romolo è il luogo ideale dove trovare il fresco durante tutta l’estate ed organizzare piacevoli picnic.
Più avanti, il comune di Seborga, o meglio dell’antico “Principato di Seborga”, alle spalle della bella Bordighera, è un luogo inusuale, dove la storia la fa ancora da padrone. La chiesa di San Martino, nel centro del paese, le prigioni, il bel panorama sulla Riviera dei Fiori e la Côte d’Azur, la moneta locale, i Luigini sono tutti piccoli pezzi seborghini, che hanno permesso anche a questo comune di ottenere la bandiera arancione del Touring Club e di rientrare tra i borghi più belli d’Italia. Sempre nell’entroterra di Bordighera, a Vallebona con il famoso Piatti Center, centro tennis di eccellenza dove si allenano tanti campioni internazionali, è possibile trovare una chicca e Presidio Slow Food: l’acqua di Fior d’arancio amaro con cui si preparano tanti dolci.
Si arriva infine alla Val Crosia che insieme alla Val Nervia condivide un primato di vera eccellenza: la produzione del vino Rossese, che dal 1972 è anche il primo DOC in Liguria. Nella Val Crosia sono protagonisti interessanti paesi, tutti da visitare, come San Biagio della Cima, città natale dello scrittore Francesco Biamonti, a cui viene dedicata la manifestazione “D’autunno Francesco”; Soldano con le sue cantine di Rossese; Perinaldo con il suo osservatorio astronomico dedicato a Giandomenico Cassini, noto astronomo e studioso degli anelli di Saturno e Giove. All’interno del Castello Marvaldi, qui a Perinaldo, si narra fosse presente una potentissima Cabale, che portò Napoleone Bonaparte a visitare questi luoghi. A lui si deve la presenza del carciofo senza spine di Perinaldo, oggi presidio Slow Food.
E per ultima, ma non per importanza, la Val Nervia, densa di storia medievale legata ai suoi tre castelli, tutti visitabili.
Il più famoso è il Castello Doria di Dolceacqua, che dal 1100 domina il paese ed è stato nel centro della storia per le diverse lotte guelfi e ghibellini (XIV secolo) contro lo stato sabaudo (XVII e XVIII secolo). È del 1523 un patto di fedeltà alla famiglia Grimaldi di Monaco che la lega in particolare con il principato. Monet nella sua visita era rimasto particolarmente colpito da Dolceacqua che descriveva così: “Il luogo è superbo, vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza”, a cui dedicò un suo celebre quadro. Oggi il castello ed il suo spazio espositivo “Sala Doria-Grimaldi” sono visitabili. Da non dimenticare un assaggio di Rossese DOC e del dolce tipico Michetta, che si narra sia stato creato in ricordo di Lucrezia, ragazza del luogo, che non volle sottostare allo “ius primae noctis” (“diritto della prima notte”) del signore e si lasciò morire nelle prigioni del castello.
Salendo in quota, il castello Doria di Isolabona ospita nella stagione estiva serate teatrali e musicali ed il Festival delle arpe. Subito sopra Isolabona, Apricale ed Il castello della Lucertola, oggi museo e anche stabile per mostre e convegni culturali. Apricale è un paese indimenticabile con le sue case costruite una sull’altra, che sembrano correre lungo la collina. Era originario di Apricale Giovanni Martini, unico sopravvissuto della colonna del Generale Custer alla battaglia del Little Bighorn, ma anche la Contessa Cristina della Torre, al centro del bel mondo di metà Ottocento, che con la nipote Maria si trovò anche al centro di intrighi internazionali e amicizie influenti come quella con il granduca Alexeij Romanov, storie di cui è possibile sapere di più visitando il locale museo.
Svetta poi Pigna, con le sue Terme Solforose ed il polo museale, parte del Parco Naturale Regionale Alpi Liguri, insieme alle valli Argentina e Arroscia.
Le ultime zone di confine di Ventimiglia, laddove la val Roia si suddivide tra Italia e Francia, sono altrettanto dense di fascino.
Superata la galleria nei pressi di Airole, un bel borgo di origine medievale con una chiesa barocca, tutt’a un tratto ci si trova immersi in un paesaggio tra i più belli della Liguria. La strada corre veloce in fondo alla valle in direzione di Tenda, in Francia, fino al tunnel, oggi in ricostruzione, grazie al quale sarà di nuovo possibile accedere a Limone Piemonte, una delle località sciistiche preferite dai liguri.
La ferrovia che percorre questa valle è detta delle Meraviglie e collega Cuneo-Ventimiglia e Nizza. Il suo nome deriva dai suggestivi panorami del suo ardito percorso e dalla vicinanza della Valle delle Meraviglie. Nel 2021 è stata premiata con il primo posto dei luoghi del Cuore dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).
Le acque del Roia sono limpide, in certi tratti di un verde intenso, con i ponti della ferrovia che lo attraversano in più punti. Per chi ha tempo ed è alla ricerca di grandi emozioni, imperdibili una visita alla Valle delle Meraviglie con le sue trentacinquemila incisioni rupestri preistoriche scoperte da Charles Bicknell nascoste tra paesaggi alpini, una visita al Santuario di Nostra Signora di Fontan detta anche la Sistina delle Alpi o un passaggio sulla via ferrata del Conte Lascaris a Tenda.
La valle Roia è lunga sessanta chilometri dalle coste della Riviera fino al Colle di Tenda, tutti da percorrere con il naso all’insù, lungo un percorso che dalla dimensione mediterranea della costa intemelia conduce verso un paesaggio quasi fiabesco.